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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

Galileo Galilei

 L'universo "è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto" (G. Galilei, Il saggiatore , a cura di E. Bellone, Teknos, Roma 1994, p. 36) A Galileo si deve la prima verifica di tipo empirico della teoria copernicana , che con l'opera dello scienziato pisano perde il carattere di mera ipotesi per diventare una vera e propria tesi scientifica, dotata di un significato fisico oggettivo . La novità della posizione di Galileo consiste proprio nel sostenere che il copernicanesimo rispecchia la vera struttura fisica dell'universo . Anzi, Galileo fa qualcosa di più: nel 1609 punta il telescopio al cielo per osservare direttamente i fenomeni e provare che il Sole è al centro del nostro sistema planetario . Si tratta di una svolta epocale nella storia della scienza, perché egli cancella secoli di con...

Francesco Bacone

 "Sarebbe vergognoso per gli uomini se dopo aver svelato e illustrato l'aspetto del globo materiale, cioè delle terre, dei mari, degli astri, i confini del globo intellettuale restassero limitati entro i ristretti confini delle scoperte degli antichi" ( Novum Organum, I, 84 ). "L'uomo, ministro e interprete della natura, opera e intende solo per quanto, con la pratica o con la teoria, avrà appreso dell'ordine della natura: di più non sa né può" ( Novum Organum, I, 1, in Scritti filosofici, a cura di P. Rossi, utet, Torino 1975, p. 551 ). L'inglese Francis Bacon , il cui nome viene italianizzato in Francesco Bacone , non diede alcun contribuito in termini di nuove scoperte o invenzioni, a differenza di Galileo, e anzi sottovalutò l'importanza dell'astronomia copernicana e dell'applicazione del calcolo matematico alla scienza. Tuttavia, egli occupa un posto in primo piano nella storia del pensiero del Cinquecento e Seicento, come interprete...

Giordano Bruno

  Giordano Bruno è l'artefice della moderna concezione dell' infinito (il termine "infinito" indica ciò che non  ha limite, misura o conclusione. Per Bruno è il principio e il fondamento dell'universo, costituito da infiniti mondi e coincidente con Dio stesso): infatti, opponendosi alla tradizione aristotelica e riprendendo gli assunti del neoplatonismo, arriva ad affermare che l' universo è uno spazio infinito , costituito da infiniti mondi.  Tale concezione si fonda sull'assunto che l'universo abbia una causa e un principio primo infinito , la mente al di sopra di tutto ( mens super omnia ), che si identifica con Dio stesso; da quest'ultimo non può che derivare un effetto infinito, cioè un cosmo che abbia le caratteristiche dell'infinità.  Dio è anche la mens insita omnibus , cioè "la mente insita in tutte le cose", il principio razionale immanente (concepire Dio come un principio interno al mondo, rifiutando di concepirlo in modo ...